CERTE SCELTE SONO SEMPLICI… … …

Oggi, della solidarietà internazionale, c’è bisogno più che mai, basta guardarsi intorno. Già il XIX secolo, aveva posto tre questioni fondamentali, (per coloro che difendevano gli oppressi): la questione democratica, la questione sociale e la questione della solidarietà internazionale. Queste tre questioni sono ancora attuali, ed è evidente, che il problema della disuguaglianza non può più essere declinato in chiave nazionale, ma ripensato a livello globale: non è più accettabile che si consideri politicamente rilevanti sole le disuguaglianze all’interno dello Stato, e lasciando a una sorta di fatalità quella al di là dei nostri confini. Significa lasciare alle forze non democratiche o antidemocratiche, campo libero per costruire il nuovo ordine mondiale, basato sulla guerra. Che sembra avere sopravanzato l’enunciato di Von Clausewitz che la voleva “continuazione della politica con altri mezzi“, per essere uno strumento diretto della politica. Dal 1991 in poi, non c’è stata nessuna guerra dell’Italia, perché nessuna dichiarazione è stata fatta, perché si è trattata di interventi “umanitari” e quindi, in maniera surreale, non sarebbe stato cancellato il famoso articolo 11 della nostra Costituzione che “ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali“. foto CinqueXMilleLe nuove guerre sono così democratiche da essere non-guerre; in un vortice di generale rimozione. Conflitti che ormai si caratterizzano, quasi esclusivamente, per la perdita di vite civili piuttosto che militari, vista la scelta dei bombardieri aerei, i droni che colpiscono a distanza nell’indistinto territorio nemico, cancellando l’esistenza di esseri umani in carne ed ossa, nome e cognome. Le bare che non vedremo mai sono le loro. Noi abbiamo imparato non solo a volgere lo sguardo, ma a misconoscere del tutto. Dalle “nostre” guerre fuggono milioni di esseri umani, che provano disperatamente ogni giorno ad attraversare la barbarie dei muri della fortezza Europa. Una “nazione” fantasma: che ne sarà di loro e cosa ne facciamo? Accet­tarli vor­rebbe dire cam­biare completamente gli assetti delle nostre società: pre­di­sporci a vivere in una vera comu­nità multiculturale. Altro che sfo­rare il 3% di Pil! Inconcepibile. L’unica vera alternativa è coniugare l’orrore, chiamare la crudeltà con il suo nome, dissolvere l’ipocrisia dell'”umanitarismo” e dell’esportazione della democrazia. Semplificheremo anche troppe le cose, ma crediamo (non da oggi) che i rapporti tra i popoli possono esseri basati sulla solidarietà; questa espressione “ternura” che è ancora portatrice della delicatezza, della tenerezza, di un mondo gentilmente umano: della cura paziente dell’affettività. Così, siamo ancora qui, espressione di quella forza gentile che esclusivamente può impedire la sconfitta, davanti alla brutalità dei tempi. Di quella gentile resistenza al disastro nazionale, che ci permetta di sollevare un pò lo sguardo dalle macerie in mezzo alle quali camminiamo. Consapevoli che quando si parla di solidarietà ci sono due strade: sembrano simili, in realtà vanno in direzioni opposte. 4 immagine Locandina Berta VTUna solidarietà che ha degli aspetti positivi ma che si limita all’assistenzialismo, e in questo modo conferma, anzi rafforza, il sistema economico dominante di sfruttamento, il neocolonialismo sui diseredati del mondo. La strada da percorrere è quella della solidarietà liberatrice (Giulio Girardi), che mette in discussione il neoliberismo. Dom Hélder Càmara, il grande vescovo di Olinda e Recife, aveva capito tutto: quando do da mangiare ai poveri, diceva, mi battono le mani; quando domando perché i poveri hanno fame, mi chiamano comunista. “Io non credo nella carità. Credo nella solidarietà. La carità è verticale, quindi umiliante. Va dall’alto verso il basso. La solidarietà è orizzontale. Rispetta gli altri e impara dagli altri” (Eduardo Galeano).

5 immagine VT berta copinhLa solidarietà internazionale rappresenta qualcosa di più di una affermazione formale, rappresenta la base ineliminabile del funzionamento minimo dell’umano, quello che “gira” a prescindere dal pil, dallo spread, dal crash e dal mibtel. La solidarietà fa parte di quelle cose che non possiamo permetterci di perdere, senza perdere nel contempo anche la nostra umanità. NICARAGUAEd è per questo che nell’origine della nostra storia, con l’appoggio incondizionato alla rivoluzione sandinista, crediamo di vedere ancora una vita futura, nonostante i tempi brutali per tutti. Ed è per questo che cerchiamo faticosamente di mantenere un minimo di informazione su quanto avviene in Nicaragua e sul Centroamerica. Da qui il nostro sostegno al Copinh (Honduras) per chiedere verità e giustizia per Berta Caceres, barbaramente uccisa il 2 marzo 2016 dai sicari della mutinazionale DESA, e alle sue radio indispensabili nella costruzione di un’alternativa politica e sociale in Honduras. Ed è per questo che siamo di parte, certo, ma forse non dalla parte sbagliata. Per questo certe scelte sono semplici il 5×1000 all’Associazione Italia-Nicaragua. Sostenete la Solidarietà Internazionale “Tenerezza dei Popoli”

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