Campagne e progetti

IL PROGETTO “LA MASCOTA”
(dicembre 2016)

Il progetto per il trattamento delle leucemie infantili in Nicaragua è in corso dal 1986 presso l’Ospedale infantile Manuel de Jesus Rivera di Managua e costituisce una delle poche esperienze di cooperazione nel campo dell’oncologia pediatrica con Paesi del Sud del mondo. Il progetto denominato “La Mascota”, dal soprannome del bambino a cui è stato dedicato l’ospedale, inizialmente poneva l’attenzione sulla diagnosi e terapia della LLA (leucemia linfoblastica acuta), patologi a frequente, e in un secondo tempo sulla diagnosi e terapia dei tumori solidi e di altre patologie ematologiche. Nel corso degli anni il progetto si è consolidato e sviluppato grazie alla collaborazione tra i medici della Mascota e i colleghi della Clinica pediatrica dell’Università di Milano Bicocca Ospedale San Gerardo Monza e dell’Ospedale San Giovanni di Bellinzona.mascota-1La Mascota è l’unico ospedale pediatrico di riferimento di tutto il Nicaragua, motivo per cui gli organismi promotori si sono riproposti di:a) costruire un residence per i bambini che abitano lontano dalla capitale;b) avviare un programma di adozione a distanza e favorire la costituzione di un’associazione di genitori. Il programma di adozioni a distanza, avviato a luglio del 1 994, si propone di garantire la continuità della cura per bambini affetti da leucemia o tumori solidi per un periodo di due anni, tempo necessario per completare la terapia a favore dei piccoli pazienti. Fino ad oggi abbiamo potuto aiutare 1023 bambini. 252 di questi hanno concluso positivamente il trattamento. Attualmente sono inclusi nel programma circa 350 bambini. I risultati raggiunti sono incoraggianti: hanno consentito di alleviare le difficoltà economiche delle famiglie e favorito la riduzione dell’abbandono alla cure (oggi del 5%). Il progetto nel suo insieme ha potuto concretamente realizzarsi perché mirato nel raggiungimento degli obiettivi e grazie soprattutto al contributo di enti no -profit (primi tra tutti il Comitato Maria Letizia Verga e la Fondazione Tettamanti ) e di numerose componenti della società civile. E’ possibile aderire a questo progetto sia singolarmente sia costituendo un gruppo, o di amici, colleghi o parenti, che nomini un referente unico per i rapporti con l’associazione. Si può, infine, optare anche per un versamento una tantum, secondo le proprie possibilità, che contribuirà ad “adottare” il progetto nel suo insieme.mascota-2Chi volesse contribuire per Il “Progetto La Mascota” le donazioni possono essere effettuate sul conto bancario dell’Associazione Italia- Nicaragua: IBAN: IT55A0558401621 000000019990 – Banca Popolare di Milano, Corso di Porta Vittoria, 28 OPPURE Al Comitato “Maria Letizia Verga” – Onlus c/c postale n° 14172209, c/c bancario: Banca Prossima IT60V033 5901600100000121169 – Per maggiori informazioni Dr. Giovanni Redaelli al seguente indirizzo di posta elettronica: lamascota@hsgerardo.org, oppure telefonando al numero 339-7059740 (lunedì e mercoledì dalle 15,00 alle 18,00).

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Appoggio all’Istituto de Arte Popular Loàsiga di Estelì

Referente principale il Circolo di Roma dell’AIN itanicaroma.noblogs.org

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Studio sul profilo epidemiologica dell’insufficienza renale cronica e dei suoi principali fattori di rischio nel municipio Larreynaga-Malpaisillo, Leòn.

Promosso dal Circolo di Livorno dell’AIN www.nicalivo.com 1 2***

Sostegno al Copinh Honduras per chiedere verità e giustizia per Berta Caceres, barbaramente uccisa il 2 marzo 2016 dai sicari della multinazionale DESA presente nel territorio honduregno.Unete3-1Sostegno alle Radio comunitarie del Copinh che svolgono un compito fondamentale nella lotta di rivendicazione dei diritti e nel progetto di costruzione di un’alternativa politica e sociale in Honduras.

VT berta copinh***

INCONTRO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ CON LA RIVOLUZIONE POPOLARE SANDINISTA http://2ndoencuentroeuropeorps.noblogs.org

DICHIARAZIONE FINALE

Riuniti/e a Roma il 21-22-23 novembre 2014, accolti/e dall’Associazione Italia-Nicaragua, i/le delegati/e provenienti da diverse organizzazioni di solidarietà di Austria, Belgio, Catalogna, Spagna, Francia, Galles, Italia, Regno Unito, Svezia e Svizzera, hanno dato vita al II INCONTRO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ CON LA RIVOLUZIONE SANDINISTA (RPS).
Riconosciamo nell’FSLN e nel Governo Sandinista, la continuità della RPS che ha restituito i diritti a donne, uomini, bambini/e. Riconosciamo anche il moltiplicarsi di nuovi programmi sociali, culturali, di rafforzamento politico ed economico dei/delle nicaraguensi tramite progetti sociali ed economici volti a sradicare la povertà. In base a ciò si decide:

  1. La costituzione del Comitato Europeo di Solidarietà con la RPS.
  2. L’approvazione del “Piano di Brigate europee internazionaliste per il 2015 di formazione politica in solidarietà con la RPS”.
  3. Consegnare al Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, la proposta di una Giornata Mondiale della Solidarietà da organizzarsi il 5 marzo 2015, data che coincide con il secondo anniversario della morte del Presidente Hugo Chávez Frías, contro l’espansione della NATO e la concentrazione economica e finanziaria che l’imperialismo, tramite il TTIP, vuole imporre ai popoli del mondo.
  4. Ridare vita ai gemellaggi già esistenti con i municipi nicaraguensi e promuovere la creazione di nuovi.
  5. Commemorare e celebrare il 35° Anniversario della Crociata Nazionale di Alfabetizzazione con tutte le organizzazioni presenti all’incontro.
  6. Riaffermare il nostro impegno internazionalista di continuare a lavorare a fianco del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale in solidarietà con il popolo nicaraguense rafforzando i programmi sociali già esistenti contro la povertà, per l’uguaglianza sociale, il cooperativismo e lo sviluppo sostenibile del paese.
  7. Aderire al Manifesto della Piattaforma globale contro le guerre “NO ALLA GUERRA – NO ALLA NATO”.
  8. Appoggiare la proposta dell’FSLN di celebrare un Incontro Internazionalista di Solidarietà con la RPS e il popolo nicaraguense a luglio del 2015 a Managua.
  9. Rinforzare gli attuali mezzi di comunicazione della solidarietà europea con la RPS per migliorare l’efficacia della lotta contro l’assedio mediatico.
  10. Promuovere un Incontro con i movimenti sociali europei di   solidarietà con l’ALBA.

 Roma,  23  novembre 2014

“ZONE FRANCHE” (Maquillas/Maquilladoras): Corso di Formazione Sindacale

L’Associazione Italia-Nicaragua ha lanciato una campagna nazionale di informazione e denuncia su un tema che investe direttamente la questione della globalizzazione e dell’imperialismo economico: le Zone Franche (Maquilas). In Nicaragua, come in tutto il Centroamerica e in molte altre parti del terzo mondo e nei paesi dell’Est, esistono questi luoghi in cui lavorano migliaia di persone in condizioni disumane. Le imprese delle Zone Franche godono di una sorta di extraterritorialità economica e politica rispetto ai paesi in cui operano, ottenendo profitti enormi grazie al basso costo della manodopera locale, agli sgravi fiscali e alla totale mancanza di garanzie sindacali per i lavoratori.

La realtà delle Zone Franche esprimeil massimo livello a cui può giungere il capitalismo selvaggio unito alla globalizzazione: i lavoratori delle nazioni industrializzate sono sempre sotto il ricatto costante della perdita del lavoro, dato che la produzione può essere liberamente trasferita in quelle zone del globo in cui i salari sono irrisori; allo stesso tempo, i lavoratori del terzo mondo – già sfruttati come manodopera a basso costo – attraverso le Zone Franche vengono sfruttati ancora di più, poiché all’interno di queste, le regole più elementari di rispetto per la persona e dei suoi diritti sono inesistenti. Nel caso specifico del Nicaragua, la maggioranza delle imprese coinvolte hanno sede in Estremo Oriente (specialmente Taiwan) o negli Stati Uniti.

Le Maquilas sono imprese di assemblaggio che mettono insieme prodotti già semilavorati importati dai paesi sviluppati. Una volta messi insieme, i prodotti vengono esportati per essere venduti all’estero. Questo processo ha dei costi molto bassi grazie alle agevolazioni fiscali di cui godono le imprese che investono nelle zone franche dei paesi in via di sviluppo. Le maquilas sono satelliti produttivi di grandi imprese internazionali che possono essere riubicati in qualsiasi momento senza alcun problema.

I governi favoriscono la formazione delle zone franche per attirare, attraverso sostanziose agevolazioni fiscali, gli investimenti stranieri. Questi stessi governi di paesi ad economia sottosviluppata, non avendo un modello di sviluppo proprio, accolgono le  imprese straniere a braccia aperte nella speranza che abbassino, almeno temporaneamente, il tasso di disoccupazione. Per questo motivo inoltre chiudono gli occhi di fronte alle molteplici violazioni dei diritti lavorativi ed umani dei lavoratori di queste imprese. In Nicaragua operano 121 maquilas che offrono circa 95mila posti di lavoro. Due terzi di queste imprese si occupano di tessili e producono quasi esclusivamente per il mercato nordamericano.

Le maquilas rappresentano un’invenzione delle imprese multinazionali e costituiscono un elemento importante all’interno dei processi di crisi/ristrutturazione del capitalismo e della globalizzazione. Dopo la seconda guerra mondiale, fino ai primi anni 70, nei paesi ad economia avanzata ha prevalso il modello di accumulazione fordista caratterizzato dalla produzione  in serie di grandi quantitativi di merci destinate ad un mercato molto ampio. Per vincere la sempre maggiore concorrenza, le imprese transnazionali si vedono obbligate a ridurre i costi di produzione attraverso l’abbassamento dei salari e l’automazione dei processi produttivi più semplici. L’industria tessile che non richiede una tecnologia molto avanzata, si presta facilmente a trasferimenti versola periferia. Inquesto modo è sorta la fabbrica globale e il divario tra Nord e Sud si è fatto più grande. Le maquilas forniscono manovalanza non specializzata a bassi costi per portare avanti alcune fasi produttive. In Nicaragua, un’operaia del settore tessile guadagna 0,75 dollari all’ora. Lo stesso lavoro negli Stati Uniti costa circa 10 dollari. Negli anni novanta, gli Stati Uniti hanno perso più di 500 000 posti di lavoro nel settore tessile e più di 200 000 in quello elettronico. Lo stesso processo sta avvenendo da alcuni anni anche in Europa.

L’Associazione Italia-Nicaragua ha seguito sempre da vicino il progetto di rafforzamento dei sindacati e della rappresentanza femminile nelle zone franche di Managua, Masaya e Granada sia con campagne di informazione che con fondi gestiti direttamente dal sindacato del posto.

Maggiori informazioni su questa campagna, li trovi sul sito nazionale di Italia Nicaragua: www.itanica.org

PROGETTO SANITARIO ”CANEROS”:


A sostegno dei lavoratori della canna da zucchero (cañeros) gravemente malati di Insufficienza Renale Cronica, a causa dei pesticidi utilizzati da parte della multinazionale nicaraguense Famiglia Pellas

L’insufficienza renale cronica (IRC) continua a decimare interi settori di popolazione in Nicaragua, ma soprattutto quelli che hanno lavorato e che lavorano ancora nelle piantagioni di canna da zucchero e che vivono nelle vicinanze delle piantagioni stesse.In base alle cifre fornite dalla Asociación Nicaraguense de Afectados por Insuficiencia Renal Crónica (ANAIRC) circa la situazione delle persone ammalate di IRC, tra il 14 marzo 2005 e il 4 giugno 2009 sono morte piú di 2,300 persone. Un totale di 3.355 dal 2000 al oggi, con una percentuale di circa 46 persone al mese. Questa situazione deve obbligare le autorità competenti del paese ad occuparsi di questa emergenza nazionale, soprattutto nelle zone dove si coltiva la canna da zucchero.

Maggiori informazioni su questa campagna, li trovi sul sito nazionale di Italia Nicaragua: www.itanica.org

“NICARAGUITA”: Adozione a distanza di borse di studio per giovani universitari.

Borsista (anno 2011 – anno 2015): ERIKA del CARMEN Flores Conde (Corso di Infermiera Professionale).

In collaborazione con l’Ong Terra Nuova.

Referente in Nicaragua: Centro Ecumenico Antonio Valdivieso.

Come è nato il Progetto – di  Nora Habed

(Psicologa nicaraguense, in Italia dal 1972 per studio. Tra gli anni ‘8O e ‘900 ricopre l’incarico di Console, Primo Segretario, all’Ambasciata del Nicaragua pressola Santa Sede. Svolgeattualmente attività in proprio come psicoterapeuta e realizza corsi di formazione professionale. È impegnata in progetti di solidarietà internazionale soprattutto nel campo dell’educazione marginale).

Ero in Nicaragua per le seconde elezioni presidenziali convocate dal governo dopo la Rivoluzione. Era il mese di novembre del 1990. Per la prima volta nella storia del Nicaragua, un governo arrivato al potere attraverso una lunga lotta di liberazione popolare, lo lasciava ora in modo estrema­mente democratico e civile, perché le elezioni le aveva perse. Per molti della mia generazione che avevamo condiviso gli ideali della Rivoluzione nicaraguense è stata una lunga esperienza di sofferenza, di delu­sione, di senso di sconfitta per qualcosa di profondo che ci portava anche a una lunga riflessione sull’impegno politico e sui valori etici sui quali ancora credere. Riflessioni che con il tempo sono diventate domande.

All’indomani della sconfitta elettorale del Fronte Sandinista, ho incontrato Leana Nunez, fino allora una figura importante nella segretaria per gli affari religiosi, una specie di dicastero del Ministero degli Esteri che si occupava dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Molto abbattuta dai risultati elettorali mi aveva commentato: e ora come faranno le migliaia di persone che hanno abbandonato tutto per la Rivoluzione e che ora si trovano senza lavoro, senza studi completati, con una famiglia alle spalle da mantenere. Prima di partire dal Nicaragua, ho raccolto assieme a Leana e a Vanesa Castro (direttrice dell’IPADE – Istituto per lo Sviluppo della Democrazia – ) circa 26 biografie di queste persone: gente anonima che aveva lottato contro una dittatura tra le più cruente dell’America Latina, abbandonando famiglia e studi per coltivare il sogno del Nicaragua libero. L’idea era di appoggiare questi anonimi della storia della Rivo­luzione, perché completassero gli studi lasciati tempo addietro e continuassero in modo diverso la lotta politica, fatta da una base che, se preparata professionalmente, poteva mantenersi come protagonista e avanzare nuove proposte di cambiamento.

Appena arrivata in Italia, ho incontrato Gérard Lutte, professore di Psicologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza di Roma, che subito ha dato il suo appoggio per la creazione di “borse a distanza” di questi nuovi studenti, differenti da quelli che tradizionalmente incontriamo nelle aule dell’Università. Ci siamo imbattuti in non poche difficoltà, soprattutto logistiche, ma il riscontro di solidarietà ricevuto da gente semplice delle comunità di base, dell’Associazione Italia-Nicaragua e da altra anonima, è stato grande. A poco a poco il numero di studenti che appoggiavamo era cresciuto dato che il richiamo alla soli­darietà internazionale faceva credere che non tutto era perduto, che si poteva ancora lottate per un senso di giustizia sociale e per un senso etico di condivisione. La ONG “Progetto Continente” diede un con­tributo per 20 borse di studio. Nel 1992 avevamo nelle nostre liste circa 200 “studenti” iscritti alle più svariate facoltà in tutto il Nicaragua. Da lì a poco, si è inclusa al progetto l’Ong Terra Nuova, perché noi da soli non ce la facevamo con le nostre forze. In questi anni, oltre 500 per­sone hanno concluso gli studi. Da ottobre del 2005, il progetto si chiama Nicaraguita, perché siamo consapevoli che Unicaragua, così come è nata, è morta. Sono cambiate tante cose in questi anni: Unicaragua era nato all’interno dell’Università La Sapienza a Roma, durante gli anni ottanta, per designare un accordo di cooperazione con le università in Nicaragua, accordo che non si è mai attuato. Per questo abbiamo pensato a Nicaraguita, progetto adozioni di borse di studio. È cambiata anche l’età anagrafica degli studenti e la situazione politica del Nicaragua, ma se continuiamo a credere nella solidarietà, forse vale la pena scommettere su questa parte della società nicaraguense che continua a lottare per non tornare indietro, perché le conquiste raggiunte – anche attraverso la Rivoluzione – possano durare nel futuro, perché la storia non sia dimenticata.

“PROGETTO DI SALUTE MENTALE MULUKUKU”


Fondo Rotativo per le donne in situazioni di violenza intrafamiliare.

Tenemos en la mente la salud!

… un battito d’ali d’una farfalla in Italia
può provocare un uragano in Nicaragua .

Cooperativa María Luisa Ortiz (Nicaragua, Regione Autonoma Atlantico Nord)

Soggetto responsabile in Italia: ASSOCIAZIONE ITALIA NICARAGUA

Costo totale del progetto: U$ 15,000.00, con durata un anno 

Soggetti beneficiari: 60 donne in situazioni di violenza, seguite dal programma di acceso alla giustizia, diritti umani e di recupero emozionale.

INTRODUZIONE
Siamo una Cooperativa di Servizi di donne (fondata più di 20 anni fa) il cui obiettivo è la crescita personale delle socie, la solidarietà verso le altre donne ed il loro empowerment a livello sociale, economico e politico. Sviluppiamo diversi programmi con azioni di assistenza, prevenzione, formazione e comunicazione sociale con le donne, l’infanzia e la popolazione marginale del municipio de Mulukukú, con l’obiettivo di fare in modo che abbiamo maggiore informazione, accesso alle risorse, servizi di salute integrale ed accesso alla giustizia, per poter vivere con dignità ed uguaglianza senza discriminazioni e senza violenza. Lavoriamo per la giustizia sociale e per questo viviamo in permanente azione politica. Promuoviamo valori culturali nuovi che contribuiscono al rispetto ed alla integrità personale. Sviluppiamo la coscienza critica e cambiamenti negli atteggiamenti tra le donne e nella popolazione per rafforzare la coscienza dei diritti dei cittadini e la responsabilità di farli valere. Questo lavoro ci ha portato in alcuni momenti ad essere oggetto di repressione politica. Durante il periodo del governo neoliberista di Arnoldo Alemán, per esempio, fummo incarcerate e perseguitate, chiuserola nostra Clinicae cercarono di cancellare la nostra esistenza giuridica.

  1. Salute Integrale, includendo la salute mentale. Il nostro obiettivo è fare in modo che le donne e ed i bambini abbiamo informazioni ed acceso alle risorse ed ai servizi di salute integrale che permettono di prevenire e ridurre le malattie e le morti. La nostra idea di salute integrale si fonda su una concezione olistica che unisce la medicina occidentale e naturale, le terapie alternative, ed sostegno psicologico ed un ricovero per le donne chiamato “casa materna”. Con il sostegno che abbiamo avuto dall’Associazione Italia-Nicaragua, abbiamo rafforzato l’area del lavoro nella salute mentale, attraverso consulenze psicologiche ed interventi formativi rivolti al personale medico, alla polizia, ai giudici, ai maestre e ad altri. Ora abbiamo una sala destinata alle attività di recupero emozionale che ci permette di realizzare anche consulenze di gruppo.
  2. La difesa dei diritti umani e l’accesso alla giustizia. Questo programma fa in modo che le donne ed i bambini conoscano i loro diritti ed abbiano i mezzi per difenderli ed accedano alla giustizia.
  3. Come risorse umane sono impiegate due avvocatesse che si incaricano dell’assistenza legale.
  4. La organizzazione e la partecipazione attiva cittadina nei differenti aspetti della vita sociale, politica, ambientale ed economica. Contribuire alla costruzione della cittadinanza degli abitanti del municipio, potenziando il loro ruolo di leader e rafforzando le loro capacità di mobilitazione sociale per raggiungere il compimento dei diritti costituzionali che comporti uno sviluppo equo a livello locale, regionale, nazionale, con rispetto ed autonomia.
  5. Sviluppo del movimento dei giovani. Agevolare la crescita personale, sociale e politica delle e dei giovani ed il rafforzamento delle forme di organizzazione a partire dagli interessi e dalle motivazioni.
  6. Rafforzamento istituzionale. Ha rafforzato la cooperativa nella sua organizzazione interna, ottenendo coesione e sinergia della squadra.
  7. Educazione e comunicazione sociale. Contribuire allo sviluppo personale, sociale e politico della popolazione in generale, facilitando la costruzione di una cultura di pace, da una prospettiva di  genere che promuova la mobilitazione sociale verso il cambiamento culturale.
  8. Produzione ed empowerment economico. Sostegno alle attività micro-imprenditoriali articolando la produzione con il  finanziamento  e in questo modo promuovere l’empowerment produttivo delle donne del municipio di Mulukukú.

Tutti i nostri sforzi sono sostenuti dal finanziamento solidale internazionale, il quale a causa della crisi economica sta riducendo i fondi di cooperazione verso i paesi come il Nicaragua, e questo ci ha portato a riflettere ed a rivolgere azioni verso la produzione e lo sviluppo economico delle famiglie.

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NUOVA PROPOSTA

La nostra esperienza, nel corso degli anni di lavoro di solidarietà con le donne nelle differenti circostanze ed  ambiti  della vita, ci porta alle conclusioni che la cosa più importante è sempre la condizione fisica emozionale, spirituale delle donne, delle ragazze e delle bambine che assistiamo. Ed abbiamo appreso che è importante partecipare ad un processo di acceso alla giustizia, ed all’empowerment di genere ed emozionale che dia la  forza per uscire dalle situazioni di violenza, ed è importante l’indipendenza emozionale ed economica. La nostra strategia di lavoro è integrale, ogni donna riceve una assistenza completa, questo ci ha  portato a realizzare alcuni processi di analisi e ci siamo rese conto che molte donne che hanno vissuto o vivono in situazioni di violenza intrafamiliare, continuano ad essere economicamente dipendenti dal loro aggressore. La una nuova proposta ha come obiettivo quello di creare un fondo rotativo rivolto a donne con situazioni di violenza per contribuire in queste famiglie a migliorare il loro reddito e la loro indipendenza, creando piccole aziende (vendita di tortillas, piccoli allevametni di galline o maiali o macellerie). Lo scopo fondamentale è creare opportunità affinché le donne organizzate in gruppi solidali, da 5 a 12 donne possano beneficiare di prestiti per migliorare i loro piccoli affari o possano intraprenderne di nuovi.

Il fondo rotativo o microcredito contempla una serie di strategie tra le quali:

  • La partecipazione delle donne come mezzo per generare punti di forza nelle diverse comunità di Mulukukú, attraverso la solidarietà, il sostegno reciproco e l’autostima.
  • Questo microcredito sosterrebbe progetti formativi sui temi della gestione di microcrediti, di amministrazione di piccole imprese, di genere, sull’autostima e sul trattamento degli alimenti.
  • E’ fondamentale tenere parallelo a questa ricerca di indipendenza economica delle donne in situazioni di violenza il discorso di recupero emozionale (salute mentale) affinché le donne possano emanciparsi ed avanzare.
  • Ogni donna accederà ad un microcredito di 250 dollari americani che le permetterà di installare la sua piccola attività, questo credito sarà cancellato in piccole quote in un periodo non maggiore di otto mesi.
  • Il fondo che man mano rientrerà sarà assegnato ad altre donne nelle stesse condizioni.
  • Le donne beneficiarie di questi fondi, sono donne che sono state seguite dai programmi di accesso alla giustizia e di diritti  umani e dal programma di recupero emozionale (Salute mentale) e che sono di scarse possibilità economiche.

INOLTRE l’Associazione Italia-Nicaragua sostiene:

  • l’Isola Zapatera, comunità Sonzapote & El Morro;
  • Settori legati all’infanzia a Dos Generaciònes, Los Pipitos, Collettivo Donne Matagalpa;
  • Progetti produttivi con l’Associazione Educazione Popolare Carlos Fonseca Amador & la campagna di alfabetizzazione Yo sì Puedo

Se intendi sostenere sostenere questi progetti.

Per maggiori informazioni visita la sezione DONAZIONE.
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