Libri

Que linda Nicaragua!

Per un decennio sul palcoscenico mondiale, il Nicaragua sembra tornato oggi nel continente “desaparecido” da cui era uscito con la Rivoluzione Popolare Sandinista.25 anni di impegno solidale, prima con la rivoluzione e il governo sandinista, poi con il suo popolo mai rassegnato, vengono ripercorsi su Que linda Nicaragua! in un intreccio di testimonianze, avvenimenti ed episodi, collettivi e personali, nella consapevolezza che l’ultima rivoluzione del XX secolo, stia lasciando tracce anche fuori dai riflettori della storia.
Senza retorica e senza rinunciare a spunti critici, il libro racconta gli ultimi anni di storia nicaraguese attraverso “l’ottica di parte”, di un’Associazione che ha trovato la sua ragion d’essere con la Rivoluzione Popolare Sandinista. Fatti storici come la guerra di bassa intensità negli anni ’80 e il sodalizio tra cristianesimo e marxismo pronosticato dal Che per l’America latina, fanno da sfondo ad un resoconto variegato ma dettagliato, di quanto la solidarietà di base italiana si sia compromessa nel piccolo paese centro americano. La lettura del testo può anche essere disordinata, può bastare leggere un solo capitolo o una testimonianza per entrare e cogliere lo spirito dell’agire concreto che ha mosso tante persone su piani, luoghi o tempi diversi. Que linda Nicaragua! non è un romanzo, ma semplicemente un rapporto ad altri compagni di strada affinché nel presente, sotto comuni bandiere, lottino per un mondo più giusto.
Libro scritto a più mani: da quelle sapienti del docente universitario, dello scrittore e del giornalista di successo, a quelle esordienti dello studente e dell’operaio. Con foto e documenti dell’Archivio dell’Associazione Italia-Nicaragua.

Coordinamento nazionale dell’Associazione di Amicizia, Solidarietà e Scambi Culutrali Italia – Nicaragua

Contatti: Via Mercantini 15, 20158 Milano
Tel. e fax 02 33220022
www.itanica.org e-mail: itanica@iol.it

http://www.itanica.org/itanica/documenti/Que%20linda%20Nicaragua.pdf

Nicaragua. Noi, le donne, le invisibili

Donne, che nella lotta, si sono battute come gli uomini, sono state trattate come gli uomini, sono state ammazzate come loro. Combattenti silenziose, tenaci, di molto coraggio e molto utilizzate; è stato così anche nella resistenza italiana.A conferma, che nei momenti estremi le donne scendono sempre in campo. E vi scendono tumultuosamente, imparano e praticano cose non loro, colpiscono e soffrono colpi. E sempre scoprono di essere state private dei loro diritti e li domandano: quella ineguaglianza dei poteri che sembra tollerabile fin che il fiume della vita scorre nei suoi argini normali, appare loro bruciante quando la società ribolle, si muove e le getta nella mischia. E poiché le donne portano nella rivolta tutta la loro radicalità, si può dire che un governo può ancora sperare di cavarsela quando in piazza ci sono solo gli uomini, ma quando da casa escono in massa anche le donne, per quel governo è finita.
Con questa pubblicazione vogliamo rendere omaggio, senza nessuna retorica, a quella ostinata capacità di tenere di soffrire, di non lasciarsi morire, di non lasciarsi uccidere, di resistere. Questa parola è resistenza. Parola che appartiene alle donne da millenni. Gli uomini vincono o perdono generalmente con grande schiamazzo; le donne resistono spesso in silenzio. Se qualcuno crede che questa sia solo una virtù passiva, provi a chiedere che ne pensassero tutte le dittature che hanno governato in America latina negli anni ’70.
L’identità femminile in Nicaragua (ma forse in tutti i paesi del Sud del mondo), è caratterizzata da due elementi, apparentemente opposti ma in realtà molto ben collegati: una forte disparità con l’uomo per quanto riguarda i diritti, il potere sociale, le responsabilità familiari e, d’altro lato, una tenace resistenza alle avversità, una capacità di reagire con straordinaria energia non appena se ne offra la possibilità.
“Come nella Grecia o nella Magna Grecia, l’uso di trasportare i pesi sulla testa ha conferito alla donna nicaraguense l’assoluta, suprema, statuaria eleganza del portamento. Una dura, prolungata servitù che le ha donato la regalità” (Carlo Carlucci, da “Intermezzo tropicale. Nicaragua”, edizione I Dispari, Milano 2006). È così che in Nicaragua le donne che per secoli hanno subito un pesante condizionamento dalla mentalità patriarcale importata dalla conquista, hanno velocemente conquistato spazi di responsabilità e di riconoscimenti nella rivolta alla dittatura somozista, con la loro partecipazione coraggiosa e creativa alle azioni di resistenza e di opposizione. Le successive sconfitte elettorali del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), hanno reso più difficile alle donne continuare il cammino per il pieno riconoscimento del loro valore e dei loro diritti, ma questo non significa che si siano fermate.
Anche senza l’appoggio dei governi (si veda anche la recente vicenda dell’abolizione dell’aborto terapeutico, di cui è stato vergognosamente protagonista FSLN), molte associazioni femminili portano avanti rivendicazioni di genere e nel contempo si uniscono agli uomini per difendere diritti comuni, così ex lavoratori e lavoratrici delle piantagioni di banane stanno lottando contro lo strapotere delle multinazionali, come i lavoratori e lavoratrici della canna da zucchero contro l’impresa nicaraguense del Grupo Pellas, come nelle maquilas, ecc.
Queste rivendicazioni si intrecciano, oggi come ieri, con la solidarietà concreta, viva, reale di tante donne italiane; di cui trovate testimonianza nella pubblicazione.Ecco perché abbiamo fiducia che finalmente il mondo attuale, così ingiusto e feroce, si trasformi con l’impegno e la lotta di tutte le donne, in un mondo sociale.

Il libro è stato presentato sabato 7 marzo 2009 presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo in via Saffi, 49, in occasione della Giornata Internazionale della Donna (8 marzo). Interventi di NORA HABED (psicologa nicaraguense, autrice della prefazione); ANNA MAGHI (Ass.ne Erinna), MARIA CANALI & GIULIO VITTORANGELI (Ass.ne Italia-Nicaragua).

 

“NICARAGUITA”

E’ uscito il libro “Nicaraguita, la utopia de la ternura” (curato dalla Ong Terra Nuova, dall’Associazione Unicaragua e dal Centro Antonio Valdivieso di Managua, pag. 99) a sostegno del progetto delle borse di studio per permettere ai giovani del Nicaragua, impegnati nelle organizzazioni popolari e con difficoltà economiche, di completare gli studi universitari. Raccoglie testimonianze, ricordi e storie, molto belle e toccanti, da parte di chi ha usufruito del progetto.
Inoltre scritti di Gérard Lutte, Nora Habed, Rafael Valdez Rodrìguez, ricostruiscono la storia di questa esperienza di solidarietà internazionale, aprendo una interessante riflessione sulla sua attualità.
Completano la pubblicazione alcune poesie di Gioconda Belli e Mariana Yonusg; oltre ad una ricca bibliografica (con particolare attenzione agli scritti di Giulio Girardi, a cui il libro è dedicato); ed una breve cronologia del Nicaragua. Tutti gli scritti sono bilingue: in spagnolo con testo a fronte in italiano.
Molto curata la veste grafica e fotografica, (il libro è stato stampato in Nicaragua); decisamente originale la copertina che riproduce il quadro “Ho costruito la mia casa” della pittrice nicaraguense Ena Gordillo C.
Il ricavato della vendita (non ha un vero prezzo di copertina, ma solamente una richiesta di sottoscrizione non inferiore da 10,00 euro), è finalizzato al proseguimento del programma delle borse di studio.
Il libro è già stato presentato in Nicaragua a Managua, il 2 marzo 2007, presso l’Auditoruim del Centro Antonio Valdivieso.