“Salvador, la rivincita del Frente” – Gerardina Colotti

Elezioni legislative e municipali, la sinistra vince e punta alle presidenziali.
Sconfitta l’Arena, il blocco conservatore al governo da vent’anni.
Il Salvador a una svolta. Nelle elezioni per il rinnovo del parlamento, che si sono svolte domenica scorsa, l’Arena – l’alleanza di destra al governo del paese da vent’anni – non è più il primo partito.
Secondo i dati della commissione elettorale – sul 75 per cento dei voti scrutinati ieri – l’ex guerriglia del Fronte Farabundo Martì per la liberazione nazionale (Fmln), ha ottenuto oltre il 49 per cento delle preferenze contro il 40 per cento a cui sembravano attestati ieri i conservatori dell’Alleanza repubblicana nazionalista.
«Siamo la prima forza politica del paese», ha detto il portavoce dell’Fmln Sigfrido Reyes.
L’Fmln ha ottenuto fino ad ora 715.403 voti, contro i 437.561 del partito del presidente Elias Antonio Saca. Se le proiezioni trovassero conferma definitiva, al Fronte andrebbero 37 deputati all’Assemblea nazionale (su un totale di 84): 5 seggi in più rispetto ai 33 dell’Alleanza, che ne perderebbe uno. I partiti minori – determinanti per l’Alleanza che non aveva la maggioranza nella passata legislatura – otterrebbero 14 seggi, 4 meno di prima.
Domenica, i 4 milioni e 200.000 salvadoregni sono stati chiamati alle urne anche per il rinnovo di 262 sindaci e 20 rappresentanti del parlamento centroamericano. L’Fmnl – che avrebbe conquistato 177 dei 262 comuni in lizza – dovrebbe però aver perduto la capitale San Salvador, che governava dal 1997. Il Tribunale supremo elettorale non ne ha ancora dato conferma, ma il candidato dell’Arena Norman Quijano si è già proclamato vincitore sulla rappresentante Fmln, Violeta Menjivar. Per parte sua, il Fronte – diventato partito politico alla fine della guerra civile, conclusasi nel 1992 – ha sostenuto di aver conquistato almeno 85 municipi, fra cui 5 delle 14 prefetture, a fronte delle 58 città governate fino a ora.
Quelle di domenica – considerate un importante test elettorale per le presidenziali del prossimo 15 marzo -, sono state le elezioni più controllate dalla fine della guerra civile: oltre 17.000 poliziotti, e più di 2.000 osservatori internazionali. A marzo, il candidato dell’Fmln, l’ex giornalista televisivo Mauricio Funes, sfiderà il rappresentante della destra, Rodrigo Avila. E Funes ha già promesso che, se vincerà, il Salvador resterà un convinto alleato degli Usa, e non un «satellite» del Venezuela e delle altre forze di sinistra della regione, come invece afferma la destra. Anche nel 2003, gli ex guerriglieri avevano vinto le legislative e perso le presidenziali l’anno successivo, quando il candidato della destra, Saca, aveva battuto lo sfidante Schafik Handal: gli Usa, determinanti tanto ieri nella guerra civile quanto oggi nell’economia «dollarizzata» del Salvador, tengono a mantenere un buon alleato nel continente.
«Chavez – ha dichiarato Obama – è un ostacolo allo sviluppo dell’America latina. «Signor Obama – ha risposto il presidente venezuelano – è da un bel pò di tempo che non siamo più una colonia». Lo slogan di Funes, sarà: «Cambiare, ma nella sicurezza».
(tratto dal quotidiano “il manifesto” del 20/01/2009)
LIBRO: LA POESIA NICA
ANTOLOGIA RAGIONATA DELLA POESIA NICARAGUENSE DEL NOVECENTO – a cura di Roberto Pasquali ed Enzo Minarelli, Campanotto Editore, Pasian di Prato (UD), 2008, pp. 142, €. 15,00
La Poesia Nica, attraverso questa edizione bi-lingue, si prefigge lo scopo di documentare le vicende poetiche di un paese che ha segnato la storia della poesia nell’America latina, a partire dal genio indiscusso di Rubén Darìo, riconosciuto capo carismatico del modernismo poetico contemporaneo, per passare ai tre grandi del dopo Darìo, Azarìas H. Pallais, Alfonso Cortés, Salomòn de la Selva e arrivare al Movimento Vanguardia, vera fucina sperimentale che darà ottimi manufatti per opera di Luis Alberto Cabrales, José Coronel Urtecho, Manolo Quadra, Pablo Antonio Quadra e Joaquìn Pasos.
L’antologia documenta attraverso una decina di poeti, la cosiddetta Generazione del 40 e 50 tra cui svettano figure del calibro di Ernesto Cardenal, Carlos Martìnez Rivas, Fernando Silva, Marìa Teresa Sànchez, Ernesto Mejìa Sànchez, o lo stesso comandante Tomàs Borge Martìnez al pari di Ernesto Gutiérrez e Maio Cajina Vega.
Infine, nella seconda parte della compilazione, si approda alla Generazione del 60 e 70 con una ventina di poeti che completano un panorama poetico che per la prima volta viene tradotto in lingua italiana.
L’antologia viene arricchita dalla presenza di opere di poesia visuale; vengono raccolte qui alcune tavole visive prodotte negli Anni Trenta da membri del Movimento Vanguardia tra i quali Octavio Rocha, Luis Downing Urtecho: queste opere, oltre al chiaro valore storico, anticipano di qualche lustro, future ricerche d’avanguardia quali la poesia concreta e la nuova scrittura (…) Completa un CD audio allegato.