“IN MEMORIA DI CESARE CIACCI” di giulio Vittorangeli
Rendiamo omaggio al suo valore, di chi combatte per una vita giusta, contro la sopraffazione dell’uomo sull’uomo.
È bello ricordarlo con un sorriso,
e il nostro cuore gli è vicino.
“Certo che non siamo una pompa funebre.
Claro que no somos una pompa funebre,
usamos el derecho a la alegrìa…
Mario Benedetti
Certo che non siamo una pompa funebre,
nonostante le lacrime ingoiate
portiamo l’allegria di costruire il nuovo
e godiamo del giorno, e della notte
e perfino della stanchezza
e raccogliamo risa nel vento.
Usiamo il diritto all’allegria,
ad incontrare l’amore
nella terra lontana
e sentire la fortuna
di esserci incontrati, compagno,
e diviso il pane, il dolore ed il letto.
Siamo nati per essere felici
eppure ci vediamo accerchiati di tristezza e tormenti
da morti e rifugi obbligati.
Fuggire come profughi
ci fa nascere rughe sulla fronte
e diventiamo seri
ma sempre per sempre
ci insegue il riso
legato alle calcagna
e siamo capaci di grandi risate
di essere felici nella notte più profonda e impenetrabile,
forgiati da una grande speranza
trasportati da un grande ottimismo,
portiamo la vittoria appesa al collo
suonando il campanaccio sempre più forte
e sappiamo che niente ci può fermare;
perché siamo seme e dimora di un sorriso intimo
che scoppierà
presto
sulla faccia
di tutti».
(GIOCONDA BELLI, da “Lìnea de fuego –1978” – Traduzione in italiano tratta da “Dieci anni di Nicaragua nella poesia di Gioconda Belli” a cura di Valeria Manca).
Claro que no somos una pompa funebre,
a pesar de todas las làgrimas tragadas
estamos con la alegrìa de construir lo nuevo
y gozamos del dìa, de la noche
y hasta del cansancio
y recogemos risa en el viento alto.
Usamos el derecho a la alegrìa,
a encontrar el amor
en la tierra lejana
y sentirnos dichosos
por habernos hallado companero
Y compatir el pan, el dolor y la cama.
Aunque nacimos para ser felices
nos vemos rodeados de tristezas y vainas,
de muertes y escondites forzados.
Huyendo como pròfugos
vemos còmo nos nacen arrugas en la frente
y nos volvemos serios,
pero sempre por siempre
nos persegue la risa
amarrada tambièn a los talones
y sabemos tirarnos una buena carcajada
y ser felices en la noche màs honda y màs cerrada,
porque estamos construidos de una gran esperanza,
de un gran optimismo que nos lleva alcanzados
y andamos la victoria colgàndonos del cuello,
sonando su cencerro cada vez màs sonoro
y sabemos que nada puede pasar que nos detenga;
porque somos semilla y habitaciòn de una sonrisa
ìntima
que explotarà ya pronto
en las caras de todos ».